Stamattina, dopo le macro nel parchetto, rientro in casa e la moglie mi rinfaccia di non aver ancora ritirato i sacchi della raccolta differenziata, oggi tra l’altro è l’ultimo giorno dell’anno e da domani riparte il conteggio.

Insomma è destino, ste foto con il Soligor dovranno aspettare ancora prima di essere viste al pc…

“Ok vado adesso a piedi”. Ma non uscirò mica senza macchina fotografica! Mi aspetta una passeggiata di un paio di chilometri, la città è ancora in buona parte imbiancata e poi, a pensarci bene, la neve in analogico (forse) non l’ho ancora immortalata… Detto, fatto: prendo la Olympus mju e ci carico una FP4 da 24 pose.

Olympus mju e Ilford FP4+; sviluppo con Lab-Box in Rollei Supergrain per 6’30” – Stop 1′ – Fix 8′. E’ inutile questo rilevatore con le pellicole a bassa-media sensibilità non mi convince, preferisco il buon vecchio Rodinal, più economico, più risoluto e più contrastato.

Certo che la pellicola ha una tridimensionalità enorme… I murales del centro sportivo sembrano bucare lo schermo. Merito certamente dell’autore, ma avendoli ripresi più volte in digitale, un effetto così non l’avevo mai visto. Magia della fotografia argentica…

10 risposte a “L’ultimo rullino del 2020”

  1. Comunque se posso, non sottovalutare questo risultato… Ci sono un sacco di bei grigi…. Non sempre il contrastato è utile…. Anzi ci fa dimenticare tanti bei dettagli….. Guarda che hai delle immagini molto ben esposte e calibrate nelle ombre..

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